IL PREMIO BANCAREL'VINO

Mulazzo ha visto nascere sotto i suoi archi due importanti manifestazioni culturali: il Premio Letterario Bancarella, nel 1953, e - trent’anni dopo - il Premio Bancarel’VINO.

L’universo del libro è, infatti, da sempre legato al destino di questo territorio.
Tra otto e novecento i primi librai italiani partirono da qui, con la “gerla” sulle spalle e iniziarono a dispensare cultura e vendere libri in tutta Italia, in Spagna e Francia.
Facevano gli ambulanti e vendevano sulle bancarelle. Successivamente alcuni avviarono librerie vere e
proprie, altri divennero editori ed espansero la loro attività fino all’America Latina.

E’con queste premesse che nel 1953 nacque a Mulazzo l’idea di un premio da dedicare al libro, il Premio Bancarella, manifestazione di rilevanza notevole per tutto l’ambiente editoriale e letterario italiano.

Nell’estate del 1983, sulla scia del successo del Premio Bancarella, si fa avanti l’idea di un premio analogo, dedicato al mondo enologico: va in scena così a Mulazzo il primo Bancarel’VINO.
La rassegna viene ideata dall’allora sindaco Gian Lorenzo Rosi, dal Comm. Mario Mengoli e da due ristoratori, Gianni e Dorina, titolari del ristorante “Da Gianni”, nel quartiere Isola, a Milano. Con la preziosa consulenza dell’Accademia della Vigna Bianca e della Vigna Rossa, si decide di assegnare, ogni anno, un premio ad un vino nazionale: in accordo con l’Unione Librai Pontremolesi viene inoltre inserita una sezione dedicata ad una pubblicazione di enogastronomia.

Nonostante le numerose perplessità iniziali, Bancarel’VINO non ha smesso di crescere, riscontrando, col passar degli anni, consensi e riconoscimenti di pubblico e critica, e guadagnandosi uno spazio di prim’ordine tra le manifestazioni della provincia di Massa Carrara.

Le edizioni 2002 e 2003, hanno segnato il rilancio di questa manifestazione, confermando le grandi potenzialità dell’iniziativa e la sua validità ed attribuendo al premio una sua precisa fisionomia con l’adesione al circuito di “Identità Immutate”, il sodalizio voluto dalla Provincia di Massa Carrara che lega diversi territori italiani caratterizzati da piccole produzioni di alta qualità.

Con Bancarel’Vino sono cresciuti inoltre i momenti di confronto e di approfondimento con tavole rotonde, degustazioni, convegni tematici dedicati all’enologia, alla gastronomia, al turismo.

Non manca infine l’aspetto più squisitamente ricreativo: concerti, personaggi famosi, musica e teatro animano le vie dell’antico borgo in occasione della manifestazione mulazzese.

Info: segreteria Premio Tel: 0187 439005
Email: info@bancarelvino.net

 

UN ITINERARIO TURISTICO A MULAZZO

Il nostro itinerario inizia a Mulazzo, il piccolo affascinate borgo medievale arroccato sopra un’altura collinare. Il borgo, a cui si accede lasciando sulla sinistra le tre poderose arcate dell’acquedotto malaspiniano presenta una tipica struttura avvolgente attorno alla sommità di una collina ove sorse una prima fortificazione.

I Malaspina, che dominarono Mulazzo dal XIII alla fine del XVIII, edificarono castelli, palazzi e case torri, una delle quali è ancora ben riconoscibile per la presenza di un’elegante trifora. Qui è nato Alessandro Malaspina, autore di una delle più importanti spedizioni scientifiche del settecento, agli ordini della marina spagnola.
Da visitare: i resti della torre “di Dante” che domina la Val di Magra (era alta oltre trenta metri, di forma esagonale, fu abbattuta nel XVIII secolo), la Chiesa parrocchiale, rimaneggiata più volte nel corso dei secoli, il Palazzo Malaspina con il Centro Studi “Alessandro Malaspina” e l’Archivio-Museo dei Malaspina.

Da Mulazzo si sale fino al borgo montano di Montereggio: sorto su un antichissimo tracciato stradale altomedievale, il paese che conserva ancora intatta la sua struttura originaria, è oggi noto per essere la patria dei librai del Bancarella.
All’ingresso del borgo l’antica chiesa di S. Apollinare presenta ancora i caratteri di cappella castrense fortificata.
Mentre poco lontano è ancora riconoscibile un palazzotto dei Marchesi di Montereggio, frutto del rimaneggiamento di un precedente castello, del quale si vedono ancora due torrette. A Montereggio è nato Francesco Fogolla, il vescovo morto martire in Cina agli inizi del ‘900 e proclamato Santo il 1° ottobre 2000. Fai visita a Montereggio il 1° maggio: avrai modo di ascoltare il Canto del Maggio, un antico rituale di origine pagana che saluta l’arrivo della bella stagione.

Da Montereggio puoi salire, percorrendo una strada che segue il fianco del monte, sino alla sommità del monte Colmo, alla Madonna del Monte.
Qui sorge un Santuario dedicato alla Vergine Maria le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Un documento del 1287 lo indica come cella monastica dei benedettini, ma le sue origini pare siano ben più antiche: una pietra all’interno del santuario reca scolpite le lettere SPQR, chiaro segno di romanizzazione.

Da qui, mentre si può scendere a valle, incontrando le frazioni di Pozzo (ancora visibile un palazzotto cinque-secentesco, sorto sulle fondazioni di una precedente struttura fortificata) e Busatica, borgo che conserva le
caratteristiche viuzze voltate ed un elegante chiesa. Da Busatica si raggiunge Castegnetoli dove la piazza un palazzo fortificato. Qui sono nati i famosi testi – rigorosamente in terracotta – “responsabili” della
prelibatezza di molti piatti lunigianesi.

Percorrendo la provinciale per Villafranca, si arriva a Groppoli, la cui storia si lega al dominio della famiglia Genovese dei Brignole-Sale. Sotto il governo genovese Groppoli migliorò dal punto di vista economico,
amministrativo e sociale, rappresentando un’isola felice rispetto ad altri territori lunigianesi. Ancora visibili a Gavedo, l’antico castello, sorto attorno ad una torre di avvistamento e trasformato in residenza signorile,
la Chiesa dedicata ai Santi Lorenzo e Donnino e un’imponente villa settecentesca, progettata da Matteo Vinzoni, architetto e cartografo della Repubblica di Genova.

Dirimpetto a Gavedo, sorge il borgo di Castevoli, con il suo castello millenario di fondazione estense (oggi completamente ristrutturato dal pittore Loris Nelson Ricci e dalla sua compagna Erika H. End, e sede del
Centro Internaziona d’Arte e Cultura) attorno al quale si sviluppa, ad anello, la struttura burgense. Sulla porta di accesso si può ancora ammirare un pregevole bassorilievo marmoreo raffigurante la Vergine con Bambino,
opera rinascimentale di scuola senese. Poco lontano dal borgo di Castevoli, una Pieve millenaria dedicata a San Martino. Proseguendo l’itinerario si giunge a Campoli, dove si può ammirare, accanto all’oratorio, una delle
statue stele più interessanti scoperte fino ad oggi: scolpita nell’età del rame-bronzo e rimaneggiata in quella del ferro.

La visita si conclude a Lusuolo, caratterizzato da una netta contrapposizione fra il castello – residenza feudale – ed il borgo, lineare, formato dal tessuto omogeneo delle case a schiera. Il borgo, chiuso dalle due porte, settentrionale e meridionale, conserva ancora intatta la sua immagine iniziale. Il castello con la corte, un massiccio torrione e la sua dotazione di saloni ai piani superiori, è frutto di ristrutturazione, operata dal governo fiorentino. All’interno del Castello, i cui restauri sono in fase di ultimazione, sta nascendo il primo Museo Regionale dedicato all’emigrazione.

I dati succitati , di pubblica utilità sono stati tratti dal web, verranno rimossi su richiesta di chi detiene i diritti.

                                Eventi della Lunigiana                                                      e-mail info@locandadelmarchese.it

© Locandadelmarchese.it Mulazzo in Lunigiana Toscana
                                            Lunigiana, la Toscana da scoprire